VIDEO Vincere ansia e attacchi di panico

Arrivano quando siamo imprigionati in un modello mentale rigido, lontano dalla nostra natura profonda: ecco cosa fare per rompere la gabbia e ritrovare il benessere.

Vi presento il nuovo numero di Riza Psicosomatica: Vincere l’ansia e gli attacchi di panico.

Chi fa il mio lavoro sa che ansia e panico diminuiscono moltissimo, fino alla guarigione, quando cambiamo atteggiamento mentale. Naturalmente non sto parlando di psicofarmaci, il cui utilizzo eccessivo si fonda sull’idea che i disturbi emotivi siano solo un fatto chimico. Quel che scatena queste nevrosi è invece il modo unilaterale che abbiamo di rapportarci con noi stessi.

La sana follia che cura

Tempo fa avevo in cura Sara, una signora colpita da attacchi di panico, che non era più in grado di andare al lavoro da sola: non usciva più la sera e doveva essere accompagnata ovunque per la paura che arrivasse l’attacco. Attraverso delle tecniche immaginative le ho fatto scoprire modi differenti di vedere se stessa, così da staccarla dall’idea malata di dover diventare a tutti i costi una persona più forte. Più sei ingabbiato in questa convinzione, più il panico ti indebolisce. Ma appena sposti un po’ lo sguardo, ecco che accadono cose inattese.

Una sera - il marito era partito e suo figlio era a dormire dalla nonna - una sua cara amica la va a trovare e le dice: “Sara, ti ricordi quando eravamo ragazze e andavamo a ballare? Facciamo una follia, andiamoci adesso!”. In lei scatta qualcosa e nonostante la paura (che la paralizzava soprattutto di notte), si mette un vestito che non indossava da anni, che le era sempre piaciuto moltissimo, prende il taxi con l’amica e va in discoteca. Inizia a ballare e non smette più; verso le tre di notte l’amica le chiede di andare a casa, ma lei non vuole. “Vai tu” le dice, e rimane lì da sola, a ballare fino al mattino. Che cosa era accaduto? Nel suo campo mentale era entrato un altro personaggio, la ballerina, che lei finora aveva trascurato e dimenticato.

La vita tranquilla è il vero avversario

Perché nella routine quotidiana, nella vita prevedibile e controllata di prima, i disturbi di Sara erano forti, ma appena ha fatto una follia si sono dileguati?

C’è un’idea molto sbagliata, ma molto diffusa, secondo cui più la nostra vita è tranquilla e sicura, più staremo meglio. È vero il contrario. Nell’ansia è contenuta tutta la follia che non vivi, l’energia vitale che non usi: il panico è una forza che cerca di rompere lo schema mentale rigido e duro che hai adottato con te stesso, l’idea secondo cui devi tenere tutto sotto controllo e non permetterti di portare alla luce altre immagini di te, altri modi di essere.

In psicoterapia Sara è andata alla scoperta di queste immagini interiori: quando arrivava l’ansia, lei non la combatteva, ma immaginava la ballerina. Dopo quell’uscita in discoteca, superata la paura iniziale e imparando a gustare la libertà che aveva riscoperto, nel giro di pochi mesi ha superato del tutto gli attacchi di panico.

La sua storia è un esempio fra i tanti di come ansia e panico tramontino quando cambiamo atteggiamento mentale verso noi stessi. Continuando a domarci, a dirci come dobbiamo essere, blocchiamo le energie vitali, istintuali e creative che ci abitano e che, per questo, irrompono sotto forma di sintomi.

Questo numero di Riza Psicosomatica è dedicato a tutto ciò che dobbiamo fare quando arrivano gli attacchi, ma anche o forse soprattutto a cosa fare nella vita di tutti i giorni per guarire. Ansia e panico non sono nemici, e non sono soltanto alterazioni chimiche: sono il segnale che il nostro modo di stare in campo deve cambiare.

Buona lettura!

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