Nessuno sforzo, nessuna lotta regala la felicità: star bene significa far convivere dentro di noi lati opposti e affidare i problemi al mondo interiore, il solo che può risolverli.
Vi presento il nuovo numero di Riza AntiAge. Per stare bene, durante la maturità, bisogna dire a se stessi una semplice frase: «La mia vita è questa, così com’è». È quello che ha fatto Giulia, che mi ha scritto per raccontarmi la sua storia. Non si è mai sposata, ma ha da tempo una relazione con un uomo impegnato. Ha passato anni a dirsi (e a sentirsi dire dalle amiche): «In fondo sono solo l'amante».
Poi qualcosa dentro di lei è cambiato:
«Negi ultimi tempi mi sono pian piano accorta che, in realtà, io non voglio affatto vivere con lui e oggi, a oltre 50 anni, posso dire che mi va bene così. Accetto le mie contraddizioni e le faccio convivere dentro di me».
Il vero regalo che possiamo farci, negli anni della maturità, non è cercare di cambiare vita, ma è porre l’attenzione su ciò che ci piace e ci corrisponde, anche al di là di quello che prescrive il senso comune.
Federica invece mi racconta di aver lottato anni per rompere il rapporto con un marito che pensava non fosse adatto a lei: anni di indecisioni, di combattimenti interiori per capire cosa doveva fare. Quando finalmente l'ha lasciato, però, ha iniziato a volerlo nuovamente, addirittura a corteggiarlo.
Durante la maturità occorre guardarsi dalle decisioni prese dopo lunghi sforzi o lotte interiori e dirsi invece queste parole:
«Cosa c'è nella mia esistenza? Ci sono i miei figli, con le loro caratteristiche; c'è il mio compagno; ci sono i miei interessi; c'è il mio lavoro. Io devo imparare a non ripetermi più cosa va o cosa non va, poiché la maturità è il tempo dell’insieme. Io sono tante persone tutte assieme: sono quella che si mette quel particolare vestito che le piace, quella che fa l’amore in un certo modo, che ama certi cibi e non altri, che ha le sue passioni. Io sono tanti volti, anche contraddittori tra loro».
Il benessere non arriverà quando avremo eliminato ciò che in apparenza ci disturba, per poi magari rincorrerlo come ha fatto Federica, ma quando riconosceremo che in noi ci sono interi mondi, e diverse realtà che coesistono. E non occorre lottare perché le relazioni si concludono: se davvero sono finite, non c’è nulla che possa trattenerci e tutto avverrà con naturalezza, senza tentennamenti o tormenti.
Guarda come stai nelle contraddizioni: hai momenti di gioia, oasi di pace, qualcosa che ti rende felice anche nei problemi? Se questo accade, aspetta che dall’inconscio arrivi qualcosa a guidarti. Accetta l’incertezza e le contraddizioni e lascia che il mondo interiore trovi le soluzioni.
Buona lettura!